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Deliri letterari e altre amenità

Il blogsalotto di Annalisa Rizzi

18/07/2019, 19:10

Fantascienza



Presentazione:-"The-Day-After"-di-Martina-Monti-(Idea)


 Ciao a tutti! Oggi è ospite di Bewrited Martina Monti, autrice di "The Day After", un romanzo di fantascienza edito da Idea.Martina ha risposto alle mie domande svelandoci un po’ di sé e della sua fatica letteraria.



Ciao a tutti! Oggi è ospite di Bewrited Martina Monti, autrice di "The DayAfter", un romanzo di fantascienza edito da Idea.
Martina ha risposto alle mie domande svelandoci un po’ di sé e della sua fatica letteraria.
Pronti a conoscere meglio entrambe?

Domanda essenziale ma d’obbligo: perché scrivere?
Questa è una domanda che mi scombussola sempre un po’ (risata). In senso generale scrivere è un modo bellissimo per comunicare e trasmettere qualcosa, che sia un pensiero o un’emozione, a chiunque ti legga. Quindi, da un lato, abbiamo che la scrittura è comunicazione, questo è un assioma di cui sono profondamente convinta.
Dal punto di vista più strettamente personale, scrivo perché ne ho bisogno. Ho cominciato che ero piccolissima (il primo raccontino risale alla terza elementare, per tema la maestra ci chiese di scrivere una storia, ma sono sicura di aver iniziato anche prima), e da allora non ho più smesso.
C’è stato un periodo, durante l’università, che a causa dello studio e del lavoro non ho potuto scrivere per lunghi periodi, e sono stata fisicamente male. Non sto scherzando. Mi sentivo irrequieta, ma in senso negativo, percepivo che mancava qualcosa. Qualcosa che mi era insito, come se mi fosse stata strappata via un parte di me.

Come costruisci la trama delle tue storie? Hai un metodo in particolare o ti lasci "trasportare" dagli eventi?
Inizialmente (parliamo di racconti o storie precedenti a The Day After) mi lasciavo trasportare. Avevo un’idea intorno alla quale facevo ruotare una serie di avvenimenti ed eventi cercando di connetterli tra loro con una certa logica, ma mi sono resa conto che questo metodo non va bene, almeno per me. Le storie crescevano su loro stesse in modo selvaggio e senza controllo, e a volte mi ritrovavo con delle incongruenze di trama. Questo è sicuramente un metodo "semplice" per scrivere, ma anche molto rischioso e, a mio avviso, rischia di restare superficiale.
Da The Day After in poi (è la stessa metodologia che sto utilizzando con la nuova storia che sto scrivendo ora) seguo uno schema preciso, che mi permette di non essere dispersiva: dopo aver messo a fuoco l’idea ed essermi documentata sull’argomento scelto (con letture  di saggi, articoli ecc) costruisco il mondo e i personaggi. Poi butto giù il riassunto della storia il più dettagliato possibile. A questo punto divido il "riassuntone" in capitoli (esempio: capitolo 1: succede questo, questo e quest’altro; capitolo 2: incontro tra A e B, battaglia tra C e D; e così via fino alla fine del romanzo). Non sempre seguo alla lettera questo schema, anzi, tuttavia mi permette di avere un orientamento e un quadro il più completo possibile prima ancora di scrivere.

C’è un piccolo estratto di una tua opera a cui sei affezionata?
Ti riporto quanto ho letto ad alcuni incontri sulla scrittura a cui ho partecipato. Sono affezionata a questa parte perché, oltre ad essere la primissima che ho letto in pubblico, è anche un momento in cui sento di essere riuscita in quella "comunicazione" di cui ti accennavo prima.

"Uccidere o non uccidere, era ciò che cambiava una persona per sempre. Era la linea di demarcazione verso un mondo sporco, fin troppo reale, che faceva smarrire qualcosa di prezioso con la certezza di non poterlo mai più ritrovare. Era proprio quello l’aspetto più drammatico, quel "mai più" perentorio, assoluto e ineluttabile.
«Hai ucciso molte persone?» Quelle parole le sfuggirono dalle labbra quasi involontarie.
In realtà non voleva saperlo, perché temeva la risposta.
«Sì.»
Non aveva cercato giustificazioni, né aveva dato spiegazioni.
«Com’è?»
«Cosa?»
«Uccidere un uomo.»
[...]
«Brutto. Stai privando qualcuno di una cosa che non potrai ridargli mai più, neanche se volessi. È strano. Ti senti potente e impotente allo stesso tempo. Potente perché hai controllo su di lui, è letteralmente in tuo potere, sei più forte ma, allo stesso tempo, hai fatto qualcosa che è al di là delle tue possibilità. Non puoi rimediare, non puoi cambiare idea. A quel punto, nell’attimo in cui togli una vita, ti rendi realmente conto di quanto sei impotente."

Che tipo di autrice vorresti diventare "da grande"?
Vorrei essere qualcuno in grado di far riflettere le persone attraverso i suoi scritti. Non semplicemente trasmettere la mia idea, ma proprio far sì che il lettore, una volta chiuso il romanzo, si sia fatto una sua opinione su un certo argomento, un suo parere specifico, che magari è diverso dal mio, ma che ha maturato da sé.
E, ovviamente, vorrei poter emozionare, commuovere, far sì che chi legge i miei romanzi, nei vari personaggi, trovi degli amici.
Quando ero piccola i protagonisti dei libri, dei fumetti e dei videogiochi erano i miei compagni preferiti: mi piacerebbe poter donare lo stesso a chiunque legga le mie storie.

Le tue letture: quali sono gli autori che apprezzi di più? C’è un libro, fra tutti, che ci consiglieresti?
Allora, su questo devo confessarti che non posso darti una risposta, anche perché mi piace definirmi una "fruitrice di storie onnivora". Leggo romanzi, fumetti, gioco ai videogiochi, vedo film o serie tv, anime... Tutto questo, mescolato per bene, rientra nella mia formazione. Per questo motivo, definire qualche autore mi risulta molto difficile.
Ti posso citare Virgilio, Dante Alighieri, Stephen King, Philip K. Dick, Isaac Asimov, George Eliot e Jane Austen, ma è parecchio riduttivo.
Un libro che consiglio tantissimo è The Day After, ovviamente! (Scherzo).
Racconti Notturni di Hoffmann, credo di poterlo definire uno dei miei preferiti.

Grazie per lo spazio che ci hai concesso. Ti va di lasciare un saluto personale ai lettori?
Grazie a te per la possibilità!
Ringrazio tutti voi che avete dedicato il vostro tempo a leggere questa intervista e a conoscermi un pochino.
Ricordate sempre che non importa cosa vi diranno gli altri, fatevi la vostra opinione, rifletteteci su e ragionateci, anche se doveste essere controcorrente!
Un grande abbraccio! ♥

L’autrice
Martina Monti nasce a Roma nel 1992. Da sempre appassionata del fantastico a 360° (libri, fumetti, videogiochi, etc...).
Laureata in Lettere con specializzazione in Editoria e Scrittura. Ha pubblicato alcuni racconti sul giornale on-line "Wild Italy". Appassionata di fantascienza, fantasy e romanzi storici, inizia a scrivere una sua storia che nel 2019 diventerà il suo romanzo d’esordio: The Day After.
Contatti social autore:
Facebook: Martina Monti - Autrice.
Instagram: matina_monti_autrice

Il libro
In un ipotetico e non troppo lontano futuro, il mondo è stato devastato dalla guerra contro i thauriani. In questo scenario di devastazione nacque l’I.C.A., un’organizzazione militare che dalla sua fondazione è stata il punto di riferimento umano in una guerra dove le conseguenze sono a tutti molto chiare ma le cause del tutto sconosciute.
I thauriani hanno già invaso, distrutto due continenti, sterminato il più possibile la popolazione e conquistato diverse basi in tutto il mondo ma non è finita.
La Regina aliena Eerouin è decisa a cancellare la nostra specie dal pianeta per potercisi insediare; spinta dalla rabbia, dal dolore e dalla vendetta.
Si apre così The Day After dell’autrice esordiente Martina Monti; un romanzo di fantascienza, azione e umanità, dove le differenze etniche, caratteristiche ad oggi del nostro pianeta, sono state messe da parte a causa di un’invasione aliena che ha visto gli uomini, sull’orlo dell’estinzione, unirsi contro un male comune.
Da qui ha inizio la storia di Logan Lambert, un ragazzo come tanti, un figlio e un fratello ritrovatosi da solo, e in un paese straniero, a combattere per la sopravvivenza. Logan sceglierà di unirsi all’I.C.A., supererà il ferreo addestramento militare e diventerà un soldato. Nel suo percorso dovrà scontrarsi con realtà e difficoltà che sconvolgeranno il suo modo di essere, gli forniranno una prospettiva diversa circa il concetto di "vita" o "morte", daranno forma al suo carattere e lo metteranno a dura prova.
The Day After non è solo un romanzo di fantascienza, è uno sguardo nel concetto di "umanità", è il sentimento dietro le regole ferree e imposte, è una guerra continua contro noi stessi. Sarà difficile rimanere impassibili difronte alle cause della guerra tra umani e thauriani, sarà dura "vedere" a cosa può portare un errore, una svista, un’azione intrapresa senza le dovute ricerche. Martina Monti con il suo romanzo non si limiterà a portarci nel futuro, ci farà riflettere su chi siamo e "cosa" siamo; guiderà noi lettori in una vita che da semplice e innocua è diventata una lotta continua per il potere, la sopravvivenza, la vendetta e, forse, alla fine per la felicità [comunicato stampa].

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