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Deliri letterari e altre amenità

09/06/2019, 07:30

antologia, narrativa



Presentazione:-"Quando-Betta-filava"-di-Alessio-Del-Debbio-(NPS-edizioni)


 Ciao a tutti! Oggi ho il piacere di avere nuovamente mio ospite Alessio Del Debbio, autore della nuovissima antologia "Quando Betta filava", edita da NPS edizioni.



Ciao a tutti! Oggi ho il piacere di avere nuovamente mio ospite Alessio Del Debbio, autore della nuovissima antologia "Quando Betta filava", edita da NPS edizioni.
Stavolta Alessio ci ha concesso un’intervista del tutto personalizzata: non perdetevela, perché ci svelerà qualcosa non solo sulla sua ultima opera, ma anche su di sé.

Com’è nata l’idea di questo nuovo libro?
Ciao a tutti. L’idea è nata dalla mia passione per il folclore e per le leggende popolari. Avevo già pubblicato un libro ("L’ora del diavolo") ispirato alle leggende lucchesi. Con "Quando Betta filava" ho voluto espandere il raggio d’azione all’intera Toscana, per cui ecco che nelle pagine del libro spazieremo dalle Alpi Apuane alla Maremma, da Firenze a Chiusi, fino all’Isola di Montecristo, un tour nei luoghi, ma anche nelle storie popolari e nelle leggende che rendono vivo e vitale un territorio.

C’è qualche avvenimento in particolare che ha ispirato un tuo racconto?
Più che un avvenimento, direi una frase popolare: quando Berta filava, usata per indicare "in tempi antichi". Qua in Toscana, però, abbiamo la nostra variante, e anziché Berta, diciamo Betta, più colloquiale, più contadino, forse, adatto alle atmosfere folcloristiche popolari dei racconti dell’antologia.

Tra i racconti racchiusi in "Quando Betta filava" ce n’è uno che preferisci e perché?
Da autore, amo tutti i racconti dell’antologia, ognuno diverso e originale a modo suo. Sono particolarmente affezionato a "L’ultimo cavaliere", perché è uno dei più lunghi e complessi, e perché ha come protagonista un personaggio intravisto nel mio romanzo "La guerra dei lupi", a cui ho dedicato un intero racconto, ambientato molti secoli addietro. Eh sì, perché gli ulfhednar di Odino possono vivere molto a lungo...

Qual è, secondo te, l’ingrediente giusto per una storia perfetta?
Credo che ogni storia, per essere interessante e accattivante, debba combinare un’ottima idea con uno stile di scrittura curato e adeguato al testo. Spesso leggo trame intriganti, però scritte male, oppure, al contrario, testi perfetti, da un punto di vista lessicale e stilistico, però freddi, che non mi trasmettono niente. Il difficile, ma anche l’obiettivo finale di un autore, è proprio questo: riuscire a mettere d’accordo la ragione e il cuore, scrivendo un testo di pancia, che tocchi i nervi scoperti dei lettori, ma usando lo stile adeguato, curato, per quella storia.

Da scrittore a editore. Cosa si prova a stare dall’altro lato della barricata? Cosa consiglieresti a un aspirante esordiente?
Sicuramente è un’esperienza interessante e edificante, si imparano un sacco di cose, meccanismi che da autori non si riescono a comprendere, soprattutto a livello commerciale. Il mio piccolo consiglio agli autori è di essere come delle spugne, e cercare di imparare tutto il possibile, in ogni occasione. C’è sempre, nella vita, qualcosa da imparare, anche dalle persone o dalle situazioni più impreviste; sta a noi capire cosa e farne tesoro, per migliorarci e aiutarci a raggiungere i nostri sogni.

Grazie per essere stato nuovamente ospite di Bewrited. Ti va di lasciarci un saluto in esclusiva?
Certo. Invito tutti i lettori di "Bewrited" a credere alla bellezza dei propri sogni. E sfrutto una frase di Pessoa: "La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo".

L’autore
Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste e in antologie, cartacee e digitali. I suoi ultimi libri sono la saga fantasy contemporanea Ulfhednar War, composta da "La guerra dei lupi" e "I Figli di Cardea" (Edizioni Il Ciliegio, 2017), l’urban fantasy "Berserkr" (DZ Edizioni, 2017) e l’antologia "L’ora del diavolo" (NPS Edizioni, 2018).
Cura il blog "i mondi fantastici", che sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale "Nati per scrivere", che organizza eventi e incontri letterari con scrittori locali. Tiene laboratori e workshop di scrittura e lettura creativa e editoria, in giro per l’Italia.

Contatti: 
Blog "I mondi fantastici": www.imondifantastici.blogspot.it
Pagina Facebook "I mondi fantastici - Alessio Del Debbio": https://www.facebook.com/alessio.deldebbio

Il libro
Molto tempo fa, il mondo era pieno di meraviglie: folletti che burlavano i paesani, donne depositarie dei segreti delle erbe, cavalieri erranti in cerca di gloria e diavoli tentatori. Non era raro, per gli incauti viandanti, imbattersi in chimere e serpenti volastri, strigi e mannari. Ma solo chi aveva occhi attenti, e mente aperta, poteva ammirare i tesori nascosti negli anfratti delle Alpi Apuane e in Maremma, immergersi negli abissi del mare e camminare per l’antica Tirrenide.
Nelle pagine di questo libro rivivono storie e leggende dimenticate, creature fantastiche che popolavano la Toscana e, chissà, magari la popolano tutt’oggi, sfuggendo allo sguardo distratto dell’uomo moderno.
"Quando Betta filava" contiene quindici racconti fantastici ispirati a leggende del folclore toscano, che offrono uno spaccato dell’immaginario della regione.

"Quando Betta filava" contiene i racconti: Il diavolo vede lungi, La lupa di sangue, La vera storia di Burlaman, Il tesoro nel castello, La rificolona, Il labirinto del re, L’ultimo cavaliere, La camera rossa, Il tempio del destino, Anime nella bufera, Sulle tracce della Tirrenide, L’ombra della sera, L’amore di Lencio Meo, Oltre gli stretti; L’ultima Kinzica.

Estratto
Col tempo, Jonathan aveva imparato che il diavolo esisteva davvero, in forme orribili e diverse, come esistevano torme di disperati pronti a evocarlo e a chiederne i favori. Aveva cacciato ed era stato cacciato, aveva visto gli orrori celati negli abissi del mare e nei boschi delle Alpi Apuane, creature dimenticate che attendevano nell’ombra il soffio del vento del riscatto.

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