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Deliri letterari e altre amenità

Il blogsalotto di Annalisa Rizzi

19/05/2019, 08:30



Blog-tour:-"La-Casa-de-la-Abeja"-di-Maria-Laura-Caroniti-(Dark-Zone)


 Proseguono gli appuntamenti di oggi con gli amici di Dark Zone! Stavolta sarà Maria Laura Caroniti a parlarci dei personaggi di "La Casa de la Abeja", il suo nuovo romanzo.



Proseguono gli appuntamenti di oggi con gli amici di Dark Zone! Stavolta sarà Maria Laura Caroniti a parlarci dei personaggi di "LaCasa de la Abeja", il suo nuovo romanzo.
Si parte!

Come scegli i protagonisti dei tuoi romanzi? Quanto di te c’è in loro?
Ciao! Non li scelgo.
Una storia inizia a delinearsi nella mia mente e così i suoi personaggi che sono vivi, veri e tridimensionali. Credo nella magia del processo creativo e ho troppo rispetto per mettere loro in bocca parole e pensieri miei. Lascio la briglia sciolta, in modo che siano liberi di agire, amare, odiare, e sbagliare. Io mi limito a verificare che la struttura regga e  la trama e l’intreccio siano credibili.

Per costruirli preferisci ispirarti a persone reali, oppure li inventi di sana pianta?
L’ambientazione mi dà una direttiva, il vivere all’estero un aiuto. Sono a contatto ogni giorno con persone che provengono dai quattro angoli del mondo, mi fisso sul linguaggio del corpo, sugli slang, su miti, credi e credenze.
I personaggi devono essere autentici come persone reali, anche se li invento di sana pianta.

L’antagonista: che qualità deve necessariamente avere il "cattivo di turno" affinché sia davvero tridimensionale?
L’antagonista deve essere umano. Non esiste cattiveria peggiore di quella insita nelle persone comuni. A volte il mostro è quello che dondola la nostra culla, ci tiene per mano o dorme nel nostro letto.

Nel tuo libro c’è un personaggio che preferisci? Hai un aneddoto da raccontarci sul suo conto?
Vitalba, senza dubbio, perché è un personaggio complesso, sfaccettato ed è stata una sfida e un privilegio scrivere di lei. 
Un aneddoto da dietro le quinte: Vitalba è stata un personaggio-penelope. Ha atteso per anni prima che mi decidessi a raccontare la sua storia. Mi pareva di vederla accanto a me, convinta che sarei stata in grado di farlo, mentre io prendevo tempo e perdevo anni.
Quando, a un certo punto, l’ho vista sbiadire nella mia mente,  incerta, come se anche lei iniziasse a dubitare di me, o delusa per non averla "riportata a casa", mi sono seduta davanti a un laptop e ho iniziato a scrivere...

Nel romanzo c’è una frase o un piccolo passo che possa riassumere l’essenza di questo personaggio in particolare?
Eccolo, con i dovuti tagli per evitare spoiler sul personaggio con sui sta parlando (Vitalba è una pittrice, NdR):

Lei iniziò a dipingere. «Sai, non manca molto e questo Paese imploderà su se stesso, allora non servirà a nulla il cerebralismo e tutti saremo chiamati a una resistenza civile.»
[...]
«Te ne renderesti conto se vivessi qui, questa intellighenzia è pericolosa, è misogina, occorrerà combatterla con ogni sorta di impegno, con ogni timbro di voce e questa» disse, indicando la tela con un pennello, «non è maniera, ma sarà Storia.» 

Grazie per lo spazio che ci hai dedicato! Ti va di lasciare un saluto ai lettori?
Grazie a te per lo spazio!
Ai lettori un saluto, chissà che non ci si incroci davanti a qualche libro!



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