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Deliri letterari e altre amenità

19/05/2019, 07:30



Blog-tour:-"Un-dolore-oscuro"-di-Giuseppe-Calzi-(Dark-Zone)


 Rieccomi in compagnia dei miei amici di Dark Zone: anche quest’oggi ci occuperemo di tre blog tour. Apre le danze Giuseppe Calzi, autore di "Un dolore oscuro", che ci ha dedicato un po’ del suo tempo



Rieccomi in compagnia dei miei amici di Dark Zone: anche quest’oggi ci occuperemo di tre blog tour. Apre le danze Giuseppe Calzi, autore di "Un dolore oscuro", che ci ha dedicato un po’ del suo tempo per parlare dei personaggi del suo nuovissimo romanzo.

Come scegli i protagonisti dei tuoi romanzi? Quanto di te c’è in loro?
Nei miei romanzi l’attenzione è focalizzata sulle nostre paure più intime, quelle che tutti noi vogliamo tenere nascoste agli altri e che spesso desideriamo negare persino a noi stessi. Quindi è importante che i protagonisti dei miei thriller siano persone di tutti i giorni, come potrei essere io, come potresti essere tu e, soprattutto, come potrebbe essere il lettore. Personaggi che sembrano apparire forti, ma che di colpo sono costretti ad affrontare ciò che vorrebbero tenere chiuso nell’inconscio o ciò che hanno sempre provato a negare. Devono avere caratteristiche di verosimiglianza molto marcate, proprio per dare vita a un processo di identificazione da parte del lettore. Va da sé che per compiere una scelta del genere, mi baso molto sull’osservazione quotidiana del comportamento della gente, sull’attenzione nei particolari, sul linguaggio del corpo. E’ fondamentale che trasudino dai miei protagonisti sentimenti forti, quali l’amore, la dedizione e la lealtà, ma anche la rabbia, il dolore, il risentimento. Inevitabile che in uno scenario del genere ci sia molto del mio carattere. Eppure, allo stesso tempo c’è anche molto dell’opposto rispetto al mio modo di vivere, quasi che il lato scrittore della mia persona prenda il sopravvento sulla parte più razionale.

Per costruirli preferisci ispirarti a persone reali, oppure li inventi di sana pianta?
L’ispirazione è importantissima. Chi meglio di una persona reale, in carne e ossa, può mostrare la gamma più ampia dei sentimenti umani, spesso attraverso una maschera, altre volte senza alcun filtro? E’ da qui che parto con la costruzione del singolo personaggio. Attingo dalla mia vita di tutti i giorni. Osservo, annoto e calo le mie sensazioni nel contesto del racconto. A questo punto aggiungo un pizzico di invenzione, per lo più legata alla sua storia passata e alle sue relazioni con gli altri personaggi. Una volta costruita la struttura occorre dare loro una caratterizzazione forte, cercando di portare in superficie e di enfatizzare le loro emozioni, positive o negative che siano. A essere onesto, questa è una delle parti che più mi piacciono del processo creativo di un libro.

L’antagonista: che qualità deve necessariamente avere il "cattivo di turno" affinché sia davvero tridimensionale?
I miei thriller sono molto psicologici, introspettivi. Spesso non esiste un personaggio vero e proprio che rappresenti l’antagonista, il cattivo per definizione. Anzi, quasi sempre il protagonista alla lunga risulta essere il suo stesso antagonista. Negare le proprie paure significa evitare il confronto con se stessi, perdere la possibilità di trovare una via di fuga, rischiare che le emozioni più basse prendano il controllo ed esplodano all’improvviso senza sapere quali possano essere le conseguenze. In altri miei lavori, il cattivo è una figura che cammina sul sottile filo tra realtà e ignoto, qualcosa che forse prende vita o forse no, sta al lettore calarsi nella storia e identificare il vero antagonista. Prendiamo per esempio "Un dolore oscuro". Andrew Barkley, il famoso killer dei laghi appare sin da subito quale elemento totalmente negativo e si intuisce come la sua strada e quella del protagonista siano sul punto di incrociarsi. Ma quando i due saranno l’uno di fronte all’altro, cosa accadrà? Esiste davvero una linea di demarcazione così netta che li separa?

Nel tuo libro c’è un personaggio che preferisci? Hai un aneddoto da raccontarci sul suo conto?
Senza dubbio, Dave Metzelder, il protagonista assoluto di Un dolore oscuro. Sarà proprio il suo dolore a tingersi di tinte oscure, mortali. Ed è attraverso il dolore che si scoprono le sue sensazioni più intime. Le nostre sensazioni più intime. La rabbia e la frustrazione, il terrore di perdere la persona amata e la sensazione di inadeguatezza, le ansie nei confronti di un futuro grigio, nebuloso. Sono tutte cose che ciascuno di noi ha provato e prova. Ma cosa potrebbe accadere nel momento in cui tutto ciò venisse enfatizzato, trasformando gli incubi in realtà? Dave porta con sé molto dell’autore che gli ha dato vita, anche se nel quotidiano tendo a nascondere certe sue sfaccettature. Di contro, mi affascina molto la figura dell’ombra che si nasconde proprio nei pensieri di Dave. E’ conturbante per certi versi. E misteriosa, perché riflette l’inconscio della mente umana, un tema che mi affascina molto.

Nel romanzo c’è una frase o un piccolo passo che possa riassumere l’essenza di questo personaggio in particolare?
[...] Movimenti alle sue spalle.
Erano passi rapidi che si spostavano da destra a sinistra, poi un po’ più vicini da sinistra a destra. Dave si accorse solo in quel momento di essere cieco in quell’oscurità pesante. Si voltò verso il varco e corse il più veloce possibile verso il cono di luce tiepida.
La sua vista era impotente e qualcosa si muoveva alle sue spalle. Si sentì braccato come una minuscola preda impaurita fino a quando spuntò sulla riva ciottolosa di un fiume in secca.
Il rumore cessò. Eppure Dave si sentiva ancora più vulnerabile nello spazio aperto. [...]

Nell’esistenza di Dave, dopo la scomparsa della moglie, c’è smarrimento. E questo passaggio sospeso sul limbo tra sogno, incubo e realtà ne enfatizza le debolezze.
 
Grazie per lo spazio che ci hai dedicato! Ti va di lasciare un saluto ai lettori?
Sono io a ringraziare davvero tanto te. Auguro a tutti i lettori in cerca di una storia d’amore intensa, di un thriller carico di adrenalina, di un libro che fonde paranormale e sfumature horror, una buona lettura. E per chi volesse conoscermi meglio come autore, segnalo il mio sito internet
 www.sussurriamezzanotte.altervista.org 
all’interno del quale si possono trovare ampi estratti dei miei romanzi, oltre ai riferimenti social per contattarmi.



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