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Deliri letterari e altre amenità

16/05/2019, 07:30



Blog-tour:-"Non-lasciarmi-andare"---Serie-Stroger-vol.-2---di-Melissa-Pratelli-(Dark-Zone)


 Tornano i miei amici di Dark zone con una nuova carrellata di blog tour! Oggi si comincia con Melissa Pratelli, che ci racconterà qualcosa a proposito dei personaggi di "Non lasciarmi andare".



Tornano i miei amici di Dark Zone con una nuova carrellata di blog tour! Oggi si comincia con Melissa Pratelli, che ci racconterà qualcosa a proposito dei personaggi di "Non lasciarmi andare".

Come scegli i protagonisti dei tuoi romanzi? Quanto di te c’è in loro?
I protagonisti non li scelgo, si impongono da soli. Anche se parto con un’idea, poi sono loro, in fase di scrittura a decidere cosa vogliono fare e in che modo. C’è un po’ di me in ognuno. Alcuni mi somigliano più di altri, ma tutti condividono qualcosa con me e non so se questo è un bene per loro!

Per costruirli preferisci ispirarti a persone reali, oppure li inventi di sana pianta?
Dipende dai personaggi. Mi è capitato di inventarli dal nulla, disegnandoli con qualità e atteggiamenti che sono molto lontani da me o dalle persone che mi circondano. In altri casi, invece, ho attinto dalla mia quotidianità, prendendo spunto dalle persone che conosco e trasponendone le caratteristiche all’interno dei miei personaggi.

Come riesci ad addentrarti nella loro psiche, e come riesci a sviluppare il loro percorso di crescita?
Prendo sempre spunto dalle mie emozioni e trasmetto ai personaggi quello che proverei io in una determinata situazione. Cerco di immedesimarmi nel momento che stanno vivendo i protagonisti, per capire come possano sentirsi, e provo a comunicare, con le parole e le reazioni, i loro stati d’animo. Anche per il loro percorso di crescita faccio affidamento su ciò che conosco e comprendo. Di solito, inserisco qualcosa nella storia che fa sì che i miei personaggi superino le proprie paure o i propri limiti, migliorandosi ed evolvendosi nel proprio rapporto con gli altri e con se stessi.

L’antagonista: che qualità deve necessariamente avere il "cattivo di turno" affinché sia davvero tridimensionale?
Come mi hanno insegnato, l’antagonista deve avere delle motivazioni concrete e reali per fare ciò che sta facendo o ha fatto. Dobbiamo persino arrivare a comprenderlo in un certo senso. In questo modo credo si possa dare spessore a un personaggio negativo.

In che modo caratterizzi i tuoi personaggi per renderli diversi l’uno dall’altro?
Creo ogni personaggio come fosse il protagonista. Do a ognuno di loro, oltre che un’immagine fisica, un background, delle esperienze, dei gusti, modi di fare e di parlare, modi di pensare. In questo modo, la differenziazione è automatica. Si creano diverse realtà e vissuti che rendono il personaggio chi è e, di conseguenza, lo distinguono dagli altri.

Si dice che i nomi non siano semplici parole, ma che racchiudano una certa dose di "energia". In che modo decidi come chiamare i personaggi?
Dipende, non avviene sempre allo stesso modo. Nel caso specifico della "Serie Stronger" i nomi sono nati ancora prima della storia. In verità, il protagonista maschile si chiamava in un altro modo all’inizio, poi il nome è variato. La protagonista femminile, Amelia, detta Lia, si chiamava così ancora prima che io capissi come sarebbe stata. In altri casi, ho scelto i nomi sulla base di un mio gusto personale; mi è capitato anche di preferire un nome a un altro perché suonava meglio con quello del coprotagonista. Diciamo che ci sono diversi fattori che concorrono alla scelta dei nomi.

Nel tuo libro c’è un personaggio che preferisci? Hai un aneddoto da raccontarci sul suo conto?
Il mio personaggio preferito è la protagonista, Amelia. Scrivere di lei mi ha fatto piangere e mi ha fatto ridere, le sue reazioni e i suoi pensieri mi hanno fatto provare tantissime emozioni diverse. Un aneddoto? Lia indossa sempre delle t-shirt ispirate alle mie serie tv preferite ed è una fan sfegatata di Harry Potter!

Nel romanzo c’è una frase o un piccolo passo che possa riassumere la sua essenza?
Ormai ero una campionessa del «cadere e rialzarsi». Mi domandavo, però, fino a che punto il mio spirito avrebbe retto. Prima o poi una caduta mi avrebbe spezzato e mi avrebbe portato a fondo. Ero forte, ma non invincibile.

In che modo costruisci le relazioni fra i tuoi protagonisti, e come sviluppi i loro rapporti?
In verità, lascio che siano loro a farlo. Se anche penso a un’interazione, poi sono i personaggi a decidere come proseguire e spesso prendono una direzione che non mi ero nemmeno sognata di considerare. 
Mi baso sempre sul carattere che ho attribuito ai diversi personaggi per farli reagire a determinate situazioni e farli rapportare tra loro, questo genera un effetto causa/conseguenza che porta avanti la storia.

Grazie a Melissa per il tempo che ci ha dedicato e alla prossima!



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