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Deliri letterari e altre amenità

13/04/2019, 14:53

romanzo storico, storia vera



Presentazione:-"L’amore-brucia-come-zolfo"-di-Lucia-Maria-Collerone-(Writeup-Site)


 Buongiorno a tutti! Quest’oggi è mia ospite Lucia Maria Collerone, autrice di "L’amore brucia come zolfo", romanzo tratto da una storia vera.L’autrice ha risposto alle domande di Bewrited, grazie alle quali conosceremo un po’ meglio sia lei che il



Buongiorno a tutti!  Quest’oggi è mia ospite Lucia Maria Collerone, autrice di "L’amore brucia come zolfo", romanzo tratto da una storia vera.
L’autrice ha risposto alle domande di Bewrited, grazie alle quali conosceremo un po’ meglio sia lei che il suo romanzo.
Pronti? Cominciamo!

Domanda essenziale ma d’obbligo: perché scrivere?
Perché è il mio Ikigai, lo spazio dell’esistenza.

Come costruisci la trama delle tue storie? Hai un metodo in particolare o ti lasci "trasportare" dagli eventi?
Ho in mente la storia e poi la lascio scorrere, nella mia mente vedo le immagini che scorrono e le catturo nella narrazione.

C’è un aneddoto legato ai tuoi libri che vorresti raccontarci?
Una delle cose più folli è stato finire di scrivere il romanzo "200 giorni" sulla dislessia, salvarlo su una pendrive per stamparlo e inviarlo ad un concorso e perderlo interamente. L’ho riscritto tutto caparbiamente e con molto coraggio.

Che tipo di autrice vorresti diventare "da grande"?
Una narratrice libera di raccontare le storie che non so spesso da dove vengono. Mi sento come un megafono che fa diventare udibili le parole che appartengono a me, ma anche a tutti coloro che provano le mie emozioni, i miei sentimenti, che, alla fine, non sono veramente miei.

Le tue letture: quali sono gli autori che apprezzi di più? C’è un libro, fra tutti, che ci consiglieresti?
Amo moltissimo gli scrittori classici, fra tutti Verga. Amo le poesie. Leggo tutto ciò che mi capita di avere a disposizione, non scelgo i libri: mi scelgono loro. Consigliare i libri è un rischio, troppo soggettivo il giudizio, ecco perché le recensioni dei lettori inesperti mi spaventano, perché sanno dirti solo mi è piaciuto o no e il giudizio è viziato dal gusto personale. Il vero recensore guarda altro, va oltre l’emozione.

Grazie per lo spazio che ci hai concesso. Ti va di lasciare un saluto personale ai lettori?
Leggere significa ritrovare le proprie parole. Caro lettore o lettrice, spero che in ogni libro che incontri tu possa trovare le parole che riconosci come tue.

L’autrice
Lucia Maria Collerone ha 55 anni. Insegnante di linguainglese in una scuola superiore; è PhD in Scienze cognitive e ricercatrice suiDisturbi Specifici dell’Apprendimento. Vive a Caltanissetta con il suo Totò conil quale è sposata da oltre 30 anni. Ha tre figli ed è nonna di Gioia unameravigliosa bimba di quasi 7 anni. Questo è il suo terzo romanzo. Il primo"Lungo il cammino" ha vinto il premio Cimitile sezione inediti nel 2003 ed èstato pubblicato da Guida editore (fuori catalogo in self sui principali storee on demand in libreria); il secondo è un romanzo Young adult sulla dislessiadal titolo "200 giorni. La dislessia tra i banchi di scuola e le pieghe dellavita" edito per Arethusa Editrice (To) nel 2010 e disponibile in selfpublishing su Amazon. Scrive anche romance che sono la sua passione perchécambiare il mondo bisogna iniziare dalle donne. Il suo ultimo romance passion "La"Terra di Gelsomina" è su Kobo.

Il libro
L’opera è un romanzo storicoambientato nella città di Caltanissetta nel momento in cui essa è il centromondiale dello zolfo, la grande storia dell’Indipendenza dell’Italia edell’economia basata sull’estrazione dello zolfo fanno da sfondo alle vicendesociali e umane di due classi sociali: quelle degli zolfatari e delle lorodonne, che lottano duramente per sopravvivere in condizioni di vita e di lavorodisumane e aberranti e dei nobili padroni delle miniere che gestiscono laricchezza e governano le povere, disperate dei "diavoli della pirrera".Molte storie s’intrecciano con illoro carico di sofferenza e umanità, esseri umani schiacciati dalla povertàassoluta e dalla disperazione, che si ergono a titani e non arretrano davantial dolore, alla crudeltà del reale e rispondono alla vita con coraggio e forzasorprendenti. Ci sono uomini che le convenzioni sociali stigmatizzano ecostringono a scelte di vita senza scampo, senza libertà.Protagonista è Cecilia, eroinatragica che spicca prepotentemente per la sua bellezza d’animo, la sua capacità d’amore e abnegazione per la  famiglia, per la sua capacità di sognareoltre il reale e che accetta la prigionia di un amore dorato per sfuggireall’abbandono, alla solitudine, aipregiudizi che la avvolgono in una comunità becera e incapace di condivisione,troppo oppressa dalle sofferenza di una vita meschina, simbolo di tutte ledonne che in ogni epoca, compresa la presente, sono abbandonate e scelgono diperdersi, rinunciando a ciò che hanno di più caro: i figli. Cecilia sa che un uomo puòtrasformarsi da diavolo in angelo attraverso le mani di una donna sapiente che sappia prendersi cura di lui, non solo in modo materiale, ma dandogli amoree donandosi a lui.Cecilia è sola in un mondo dovel’anello debole è la donna, dove quando una donna non ha un uomo a proteggerla,può solo diventare una prostituta. La sua bellezza particolare, diversa, quasiregale e la sua furbizia arguta, nonché la sua intelligenza operosa, la rendonoappetibile agli occhi del barone che lei incontra e seduce quando è poco piùche una bambina.Il destino poi, combina le carte elei diventa la preferita del Barone che diventa il suo Nonò. Cecilia cerca dievitare questa scelta, ma la via è segnata e a lei non resta che tentare siavere una vita vivibile concedendosi a quest’amore che la conquista, ma cheporta con sé il dolore più grande: quello del dover rinunciare ai figli nati datale unione.

Estratto
Aveva un profumo dolce, di mandorla,e Cecilia si calmò. Ferdinando si staccò da lei e le prese la mano. La portòsotto il fico e sedettero a terra, uno vicino all’altra. "Dove sei stata Cecilia, perché seiandata via", chiese con un filo di voce Ferdinando."Sono scappata via da voi, Signore.Provavo questo desiderio di stare con voi, e pensai che non era giusto, così mene andai, ma la vita mia ha riportato da voi, ed eccomi!" disse semplicementelei."Non chiamarmi Signore, ti prego. Ferdinando,il mio nome è Ferdinando", disse stringendole le mani."Quanto è lungo il vostro nome!",sussurrò sorridendo Cecilia."Farmene uno tu di nome, uno che tipiace, e tu mi chiamerai sempre così" propose il giovane con le parole chesorridevano."Nonò" disse dopo averci pensatosolo un poco."Sì mi piace, Nonò. Nonò di Cecilia... sono il tuo Nonò e tu sei la mia Piccola Fiamma..."

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