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Deliri letterari e altre amenità

10/04/2019, 08:31



Blog-tour:-"La-Fiamma-Azzurra"-di-Daniele-Viaroli-(Dark-Zone)


 Do il bentornato ai nostri amici di Dark Zone per un nuovo appuntamento con i loro interessantissimi blog tour! Stavolta sarà Daniele Viaroli a raccontarci i succosi dietro le quinte a proposito dei personaggi di "La Fiamma Azzurra".



Do il bentornato ai nostri amici di Dark Zone per un nuovo appuntamento con i loro interessantissimi blog tour! Stavolta sarà DanieleViaroli a raccontarci i succosi dietro le quinte a proposito dei personaggi di "La Fiamma Azzurra". Cominciamo!

Come scegli i protagonisti dei tuoi romanzi? Quanto di te c’è in loro?
L’idea da cui scaturisce la scelta dei protagonisti, di solito, somiglia a un rivolo che scorrendo verso valle diventa a poco a poco un fiume in piena. I primi personaggi, quelli più importanti o più legati alla trama, hanno origine con l’idea stessa del romanzo, mentre gli altri nascono pian piano dalle storie dei primi e vengono caratterizzati con più calma.
In ogni personaggio mi piace mettere qualcosa di me, una traccia che mi consenta di calarmi nei loro panni al momento della stesura. Nella Fiamma Azzurra, essendo un’opera molto ironica, è stato uno spasso donare a ogni personaggio un tipo di follia e senso dell’umorismo differente. Tra tutti i protagonisti di quest’opera, però, credo che quelli ad avere più cose in comune con me siano Skald e Benny, per motivi diametralmente opposti.

Per costruirli preferisci ispirarti a persone reali, oppure li inventi di sana pianta?
Preferisco inventarli di sana pianta, anche se le mie piante non è che siano troppo sane. A volte parto da un dettaglio dell’aspetto, altre da un sentimento adatto a loro, altre ancora da una singola azione che dovranno compiere e cerco di renderli sempre più tangibili e reali. È proprio qui che entrano in gioco le persone vere. Mi piace sfruttarle per dare atteggiamenti, parlate e dettagli esistenti ai personaggi, in modo da dare, anche in storie assurde, la giusta dose di verosimiglianza.

L’antagonista: che qualità deve necessariamente avere il "cattivo di turno" affinché sia davvero tridimensionale?
Non essere cattivo solo perché quella mattina la nonna l’ha svegliato spalancando le finestre e fuori c’erano dieci gradi sotto lo zero, ma per un motivo valido. Se poi tale sprone è anche la distorsione di un pensiero condivisibile si comincia a ragionare davvero. Poi serve una costante aura d’invincibilità. Il cattivo deve generare timore, trasformare i protagonisti in tanti piccoli creme caramel, far credere loro che per vincere dovranno scalare il monte Everest, in inverno, nudi, con le mani legate dietro la schiena.

Nel tuo libro c’è un personaggio che preferisci? Hai un aneddoto da raccontarci sul suo conto?
A modo loro li amo un po’ tutti. In fondo sono figli di una mente malata, qualcuno dovrà pur avere pietà di loro, no? Se proprio, con una pistola puntata alla tempia, fossi costretto a scegliere credo che opterei per Skald. Probabilmente perché è quello che sento più vicino o, forse, perché è l’unico che, in un mondo folle, cerca di mantenere intatti i suoi sentimenti e i suoi pensieri.
Un aneddoto su di lui? Dunque, vediamo. All’inizio l’avevo creato per una storia di fantascienza cui volevo dare un taglio a metà tra Cowboy Bebop e Ocean’s Eleven. Skald doveva essere una rockstar, così innamorata dell’epoca vichinga da credersi un berserker armato di una spada gigantesca. Scrivendo il suo passato, però, mi sono dovuto ricredere. Andava nobilitato. Un uomo disposto a cercare la donna amata per più di mille anni attraverso un’infinità di mondi meritava un destino migliore.

Nel romanzo c’è una frase o un piccolo passo che possa riassumere l’essenza di questo personaggio in particolare? 
"Dal giorno della mia nascita a oggi, in più di mille anni di vita, ho vissuto parecchi istanti importanti, ma fidati che nessuno è stato all’altezza di quelli passati con lei. Ho attraversato il multiverso, visto cose inimmaginabili, preso parte a eventi decisivi, ascoltato ballate di una bellezza soave, assaporato i migliori piatti creati, ammirato panorami in grado di ridurre in lacrime il più burbero degli insensibili. Eppure nessuno di quei momenti m’ha mai fatto sentire vivo come quelli passati con Lili. Perché, per quanto qualcosa possa essere meraviglioso, non ha senso senza qualcuno con cui condividerlo. Quindi no, non ho paura di morire. La mia vita è stata ricca e se dovesse finire domani sarei soddisfatto. Ho paura di non poter più passare un momento con lei. Questo sì. Questo mi terrorizza e mi lacera nel profondo, come se un gigantesco baratro s’aprisse dentro me. Il vuoto di una vita senza Lili, una morte giunta senza poterla abbracciare un’ultima volta, ecco cosa mi spaventa davvero."
Questa confessione, fatta a un compagno un po’ fifone, direi che sottolinea bene cosa spinge Skald ad agire. E, se suona zuccherosa, non lasciatevi ingannare, c’è molto di più in lui.

Grazie per lo spazio che ci hai dedicato! Ti va di lasciare un saluto ai lettori?
Sono io a dover ringraziare voi per aver usato un frammento del vostro tempo per leggere le mie parole, nella speranza che vi siate divertiti. Se mai sceglierete di dare una possibilità al mio romanzo, non esitate a cercarmi per farmi sapere cosa ne pensate. Una birra non si rifiuta a nessuno. E per chi invece ha già letto la Fiamma Azzurra, beh, BUMBLEBOOM!
A presto.
Dani


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