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Deliri letterari e altre amenità

18/07/2017, 17:35

romance, romanzo rosa



Recensione:-"Il-profumo-delle-foglie-di-tè",-di-Dinah-Jefferies-(Newton-Compton)


 Parto col dire che mi sono avvicinata a questo libro pensando si trattasse di uno storico, dato il contesto in cui è ambientato.Beh, in effetti in parte lo è, ma soprattutto si tratta di un rosa.



Parto col dire che mi sono avvicinata a questo libro pensando si trattasse di uno storico, dato il contesto in cui è ambientato.
Beh, in effetti in parte lo è, ma soprattutto si tratta di un rosa.
Di storico c’è poco, nonostante ci siano dei riferimenti precisi come il naufragio del Titanic, il colonialismo inglese a Ceylon e la Grande Crisi del ’29, temi che però vengono solo accennati senza essere approfonditi più di tanto. Pazienza: si tratta di una scelta narrativa dell’autrice, il cui obbiettivo era senz’altro quello di concentrarsi sulle vicende della famiglia Hooper.
"Il profumo delle foglie di tè" è un romanzo abbastanza godibile, se non si hanno troppe aspettative. La protagonista ricorda in un certo qual modo Rossella O’Hara: fashion victim dell’epoca, è una ragazza che si approccia al matrimonio con grande immaturità, forse a causa dei suoi diciannove anni. Resta di fatto che questo difetto continua a caratterizzarla per tutto l’arco della storia, nonostante gli anni passino e i protagonisti crescano.
Mi duole dirlo, ma i personaggi non raggiungono mai una certa consistenza: il marito Lawrence non assume mai un ruolo incisivo nella storia, così come l’antagonista Verity che, evidentemente nell’intenzione dell’autrice, dovrebbe suscitare il disprezzo del lettore... e invece, almeno per quanto mi riguarda, è il personaggio più interessante in quanto controverso. Peccato che anche lei risenta della superficialità generale.
Anche i comprimari, come Naveena, Fran, Savi e Christina avrebbero potuto avere un buon potenziale, ma purtroppo restano bidimensionali sulla carta.
La trama è debole. L’idea di fondo è buona, ma il modo in cui è trattata non la fa spiccare per originalità. Bisogna però dire che le descrizioni funzionano, e anche bene: i profumi, i colori, i suoni di Ceylon sono molto vividi e fanno persino venir voglia di visitare dal vivo i luoghi in cui la storia è ambientata.
Il romanzo, almeno per quanto riguarda l’edizione in mio possesso (la stessa dell’immagine) pecca purtroppo anche sotto alcuni risvolti editoriali e tipografici: da una Casa Editrice blasonata come Newton Compton mi sarei aspettata una certa cura, invece ci si ritrova davanti a un testo costellato di refusi, errori di battitura e di traduzione.
Peccato. Per un romanzo presentato come primo nella classifica inglese, vincitore di diversi premi e osannato dalla critica mondiale, non è il massimo.
Mi sento di consigliarlo solo ad amanti del genere che siano disposti a sorvolare su determinati aspetti, pur di godersi una storia romantica, magari sotto l’ombrellone.


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