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Deliri letterari e altre amenità

24/03/2019, 14:29

Narrativa, Autrici italiane



Presentazione:-"Nelle-mie-scarpe"-di-Michela-Frigeni,-Alice-Paina-e-Beatrice-Casirati-(Edizioni-Underground?)


 Buongiorno a tutti! Oggi avremo ospiti non uno, bensì tre autrici! Sono infatti con noi Michela Frigeni, Alice Paina e Beatrice Casirati, autrici di "Nelle mie scarpe". Pronti a conoscerle meglio?



Buongiorno a tutti! Oggi avremo ospiti non una, bensì tre autrici! Sono infatti con noi Michela Frigeni, Alice Paina e Beatrice Casirati, autrici di "Nelle mie scarpe". Pronti a conoscerle meglio?

Domanda essenziale ma d’obbligo: perché scrivere?
Frigeni - Per due motivi principali: per disintossicarsi dalle parole che ci rimangono dentro e per trovare il proprio posto nel mondo.
Paina - Per me scrivere significa fissare dei punti, rendermi conto di quello che mi succede mettendolo nero su bianco, perché rimane lì, fermo, non cambia al cambiare del mio umore. Mi serve, banalmente, per ricordare, o meglio non dimenticare
Casirati - È una domanda difficile a cui rispondere, perché è un argomento di ampissimo campo visivo ed emozionale. Ciò che mi spinge a scrivere è l’esigenza di raccontare una storia, di condividere qualcosa che ho vissuto e che ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Parto sempre da me, dalla mia esperienza, da ciò che lascia un segno indelebile nel mio centro.
Scrivere di ciò che si conosce e che ci muove è, a mio modesto parere, il segreto di ogni scrittore.

Come costruite la trama delle vostre storie? Avete un metodo in particolare o vi lasciate "trasportare" dagli eventi?
Frigeni - Un metodo no. Mi lascio ispirare in particolare da canzoni e immagini.
Paina - Mi lascio trasportare abbastanza, magari mi appunto alcune cose che voglio assolutamente scrivere, ma senza contestualizzarle, aspettando il momento giusto per scriverle.
Casirati - Non scrivo mai la scaletta di ciò che avrà luogo nei miei racconti. Conosco l’origine della storia che sto per scrivere, non la fine. La cosa divertente è che tutto acquista senso man mano, come se avessi già scritto l’intero libro e stessi solo replicandone la stesura. Per quanto riguarda i personaggi, invece è tutta un’altra storia. Saltano fuori dal nulla, descrivendo le parabole delle loro personalità e caratteristiche fisiche. Io non faccio altro che ritrarli in un grande quadro.

C’è un aneddoto legato ai vostri libri che vorreste raccontarci?
Frigeni - Ogni volta che voglio scrivere una storia mi viene in mente prima la fine, poi parto da un dettaglio per scrivere l’inizio, e nel mezzo c’è il brivido dell’ignoto. Mentre quando scrivo poesie le parole seguono il loro normale flusso e vengono fuori con naturalezza.
Paina - Ci sono diversi momenti, mi piace leggere il primo momento allo specchio, perché è forte e ogni volta mi fa riflettere, ma sono legata molto alla fine. Perché lì credo stia un po’ l’augurio che faccio a me stessa
Casirati - Vi sembrerà stupido, ma la ridicolaggine che caratterizza la mia persona quando cerco i nomi dei personaggi è incredibile. Sembro matta, chiacchiero da sola, interpellando ognuno di loro per conoscerne l’opinione in merito ai nomi che gli presento. Rido, dico che Berenice è un nome perfetto, sì, ma per un personaggio del diciassettesimo secolo e discuto per ore, sperando che uno dei nomi da me proposti venga reclamato prepotentemente da un personaggio e, a quel punto, comincio a scrivere.

Che tipo di autrici vorreste diventare "da grandi"?
Frigeni - Sicuramente non un’autrice commerciale e scontata. Non so esattamente cosa voglio dal futuro, faccio prima ad immaginarmi cosa non voglio diventare.
Paina - Non so che tipo di autrice vorrei diventare, so che scrivere mi dà tanto, ma so anche che sono molto insicura riguardo a quello che scrivo. Spero di restare il più possibile autentica nella scrittura, per ora questo è l’unico obiettivo per un futuro come "scrittrice"
Casirati - Sinceramente non vorrei essere un’autrice tanto stravagante, mi basterebbe poter continuare a descrivere quella quotidianità semplice che diventa interessante se vista da occhi laterali, come un soggetto qualunque dipinto e studiato dallo sguardo di un artista. Mi piacerebbe poter regalare ogni volta impressioni, atmosfere, tutto ciò di cui un lettore, scegliendo una pagina a caso di un mio libro, possa fare esperienza sensoriale e memoriale.  

Le vostre letture: quali sono gli autori che apprezzate di più? C’è un libro, fra tutti, che ci consigliereste?
Frigeni - Scelgo i libri per i temi che trattano o perché mi incuriosiscono. Non ho un autore preferito in particolare. Posso dire che apprezzo molto gli autori emergenti o poco conosciuti. Consiglierei, anche perché stimo molto i suoi monologhi, l’autrice Arianna Porcelli Safonov. Ha scritto due libri finora, divertenti, riflessivi e ironici, impossibile non rispecchiarcisi almeno un po’.
Paina - Non c’è un autore che apprezzo di più o di meno, quando trovo un libro che mi piace finisco poi per leggerne altri dello stesso autore e anche tra i libri di un certo autore non ne riesco a scegliere uno con qualcosa di più rispetto agli altri.
Casirati - Ecco, questa è una domanda che mi mette in seria difficoltà. Le mie letture non sono affatto ordinarie e soprattutto non sono esattamente coerenti con il mio genere di scrittura. Mi piace credere che il mio stile di scrittura venga da Charles Dickens, con le sue descrizioni minuziose e la resa delle atmosfere nei particolari. Per l’umorismo vorrei tanto aver preso qualcosa da Oscar Wilde, ma purtroppo non sono così brillante e le piccole battute che caratterizzano le parti autoironiche mi vengono dalla quotidianità. Per rispondere più seriamente alla domanda, però, direi che l’autore italiano a cui devo la maggior parte degli input è Alessandro D’Avenia. Scrive di cose reali ed estremamente concrete, lasciando spazio a personaggi che sono perennemente alla ricerca di risposte e di domande.  Scrive della vita, di ciò che è comune a tutti noi, lettori e non, scrittori e non, e la sua visione alternativa è quello che mi appassiona di ogni suo racconto. Non sono solo romanzetti - men che meno uno dei suoi ultimi lavori Ciò che inferno non è - ma testimonianza di quella visione altra che desidera regalarci, con la speranza di mostrarci novità nella normalità. È ciò che piacerebbe fare a me, ma temo di aver ancora molto da imparare.

Grazie per lo spazio che ci avete concesso. Vi va di lasciare un saluto personale ai lettori?
Frigeni - Ringrazio profondamente i lettori, soprattutto quelli che rischiano leggendo libri di autori emergenti. Senza di loro non avremmo modo di esistere, né di continuare a scrivere.
Casirati - Innanzitutto ringrazio voi per aver dato spazio alla mia ’voce’ e, naturalmente, vorrei mandare un grazie anche ai lettori che mi e vi seguono. Sono i sostenitori di ogni scrittore, i ’fans’ che ci permettono di continuare ad esprimerci, i primi a credere in quello che facciamo. Siate curiosi, non lasciatevi trascinare dalla monotonia della vostra routine, fatevi domande, informatevi e godete delle piccole cose quotidiane, della bellezza che nemmeno vi accorgete di avere intorno. Siate cittadini del vostro mondo e della comunità in cui abitate e innamoratevi della vita ogni giorno.

Le autrici
Alice Paina è milanese e ha 21 anni,studia Giurisprudenza presso l’Università Statale degli studi di Milano e nellibro "Nelle mie scarpe" racconta diEmma, una ragazza che vive un percorso di crescita attraverso la presenza diAndrea, un ragazzo tanto misterioso quanto essenziale per migliorarla erenderla consapevole del sentimento Amore. 
Michela Frigeni ha 22 anni e vive aBergamo, dove studia Lettere all’Università degli Studi di Bergamo. Ama lamusica e la scrittura, nel libro racconta la storia di Agata e della suafamiglia, per combattere le maldicenze che le additano il malocchio. La suastoria è un percorso nella vita di un nucleo familiare dal carattere e tonosiciliano.
Beatrice Casirati ha 22 anni ed èbergamasca. Studia all’Accademia Carrara di Bergamo e per "Nelle mie scarpe" hascritto di sua nonna, raccontandone viaggi e sentimenti in un raccontoavventuriero.

Il libro
Trestorie di donne, lontane nel tempo e nello spazio ma unite da un unico filoconduttore:laforza e la tenacia di sfidare il mondo con le proprie forze, di dare senso alleproprie vite e di non arrendersi alla sorte anche quando tutto pare volersimettere contro.
AlicePaina, Michela Frigeni e Beatrice Casirati ci accompagnano dentro le vite delleloro protagoniste senza finzioni, con uno stile che passa dal reale alla favolama che va sempre dritto al cuore di chi legge.

Estratto
"Mi fa paura scrivere, ho paura che scrivendole, le cose, prendano forma. Diventino reali. Quando scrivo, scrivo di ciò che mi fa paura, scrivo di ciò che non mi piace, che mi fa stare male. Scrivo perché le mie paure siano visibili. Perché una volta messe su carta, nero su bianco, non diventano più grandi. Non si moltiplicano né si ingigantiscono, come accade nella mia testa. Rimangono lì. Ferme, immobili, nell’esatto punto in cui sono state messe. Raramente scrivo di cose belle, di tutto quello che mi rende felice. Perché quello non ho bisogno di metterlo su carta per poterlo vedere. Lo urlo direttamente al mondo intero. Tutti devono sapere che, almeno per un momento, sono stata felice." (da "SONO PRONTA", di Alice Paina)

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