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Deliri letterari e altre amenità

16/03/2019, 17:01



Presentazione:-"Johnny-degli-angeli"-di-Athos-Bigongiali-(MdS-Editore)


 Quest’oggi Bewrited ha il piacere di ospitare nel suo salotto virtuale nientemeno che Athos Bigongiali, autore di "Johnny degli Angeli", la sua nuova fatica letteraria pubblicata da da MdS.Pronti a leggere un’intervista interessantissima?



Quest’oggi Bewrited ha il piacere di ospitare nel suo salotto virtuale nientemeno che Athos Bigongiali, autore di "Johnny degli angeli", la sua nuova fatica letteraria pubblicata da da MdS.
Pronti a leggere un’intervista interessantissima?

Domanda essenziale ma d’obbligo: perché scrivere?
Si scrive per raccontare storie che qualcuno potrebbe leggere,  se si ha la fortuna di essere pubblicati. Ma scrivere è soprattutto rispondere a un’esigenza, a un obbligo che si avverte come irrinunciabile: dunque in primo luogo si scrive per sé,  per dare alla propria vita il senso di stare davvero vivendola. In ogni modo è cosi che si comincia e questo può avvenire a qualsiasi età, basta avere un foglio bianco davanti e via, verso l’avventura della scrittura.

Da dove trai ispirazione? Cosa ti fa decidere che una determinata storia debba essere raccontata?
L’ispirazione nasce nel momento in cui si incontra una buona storia. Una storia che si pensi meritevole di non essere dimenticata. Molto spesso l’incontro è casuale, è in una nota a pié di pagina nel libro o nell’articolo che stai leggendo, o nell’angolo del bar dove stai parlando con il tuo/a tua innamorata, o lungomare, come una conchiglia o un cavalluccio marino, o nelle profondità della tua memoria, forse in attesa di essere ripescata.

C’è un aneddoto legato ai tuoi libri che vorresti raccontarci?
Sono affezionato al ricordo del mio esordio. Avevo già una certa età e pensavo di aver scritto una buona storia ma senza illudermi più di tanto riguardo alla pubblicazione ed ecco che Elvira Sellerio mi telefona e fa di quel giorno il mio primo compleanno da futuro scrittore pubblicato.

Le tue letture: quali sono gli autori che apprezzi di più? C’è un libro, fra tutti, che ci consiglieresti?
I classici, da Omero a Shakespeare, da Ovidio a Tolstoj.  E a proposito di Tolstoj consiglio il suo ultimo romanzo, lo Chadzi-Murat, che Harold Bloom giudica la storia più bella di tutti i tempi.

Da scrittore agli scrittori: qual è il consiglio migliore da dare a un aspirante autore?
Scrivere con onestà.  Il che significa, tra l’altro, buttare via quasi tutto quello che si è scritto e ricominciare daccapo.

Grazie per lo spazio che ci hai concesso. Ti va di lasciare un saluto personale ai lettori?
Sì: ricordatevi che leggere allunga la vita. Fatelo e sarete per sempre giovani. 

L’autore
Athos Bigongiali ha fatto il suo esordio narrativo con Una città proletaria (Sellerio1989), ha pubblicato, sempre per Sellerio, Avvertimenti contro il mal di terra (1990); Veglia irlandese (1992)  e  Lettera  al Dr.  Hyde di R.L. Stevenson (1994). Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Le ceneri del Che (Giunti 1996); Ballata per un’estate calda (Giunti 1998), finalista del Premio Viareggio e del Premio Zerilli- Marimò New York University. E ancora Pisa una volta. Una storia illustrata (Pacini 2000) e Il Clown (Giunti 2006) e L’ultima fuga di Steve Mc Queen (Felici 2009), vincitore del Premio Perelà. Autore di dieci radiodrammi per la RAI, Athos Bigongiali collabora alle pagine culturali di vari giornali e riviste ed è membro di giuria di vari Premi Letterari, tra cui «Ultima Frontiera», di cui è presidente.

Il libro
Los Angeles, 4 aprile 1958. Nella villa di Lana Turnerviene ritrovato il corpo senza vita del suo compagno, Johnny Stompanato,italoamericano dai modi spicci fedelissimo del boss del gioco d’azzardo MickeyCohen. A privarlo del suo american dream, che dai marciapiedi di Woodstock loaveva portato fino ai tappetirossi di Hollywood, è una coltellata al ventre, inferta,dirà la giustizia, dallafiglia sedicenne dell’attrice, accorsa per difendere la madredall’ennesima aggressione. In molti hanno dubitato, negli anni, che sia davveroquesta la verità dei fatti, maemettere una nuova sentenza non è ciò  chepreme a Bigongiali. La sua urgenza èinvece quella di dare voce a chi, allora e nel tempo a seguire, voce nonl’ebbe mai, a quel ragazzo ombroso trasformato dai media da vittima incarnefice, e che troviamo a terra, agonizzante, in  quello  stato di  semi-incoscienza  dove ricordi,  allucinazioni,  ombre  e fantasmi si confondono, mentre lui lotta disperatamente perproteggere, pure in punto di morte, il proprio onore e ciò che Mutis chiamava "il pudore dei vinti".

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