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Deliri letterari e altre amenità

26/06/2017, 17:09

metaracconto, humor



Nel-cassetto


 Metti giù quell’arnese: non ti servirà a nulla puntarlo contro di me.Lei si blocca di colpo, poi si guarda attorno sbattendo gli occhi.



Metti giù quell’arnese: non ti servirà a nulla puntarlo contro di me.Lei si blocca di colpo, poi si guarda attorno sbattendo gli occhi. Mi godo la sua espressione smarrita. Ha sentito la mia voce, anche se non ho ben chiaro come. In realtà sono più sorpreso di lei, ma non mi concedo il tempo di pensarci: devo approfittarne.Posala, ho detto. Lentamente.La osservo drizzarsi sulla sedia e appoggiare le spalle allo schienale. I suoi occhi vanno alla mano destra, all’oggetto metallico che tiene con le dita rese gonfie dalla temperatura di questi giorni. Non ha fatto altro che lamentarsi del gran caldo nell’ultimo periodo, come se fosse una questione della massima importanza. Ignora che in realtà il clima è una bazzecola: sta per scoprire che il suo problema più grande è uno, uno soltanto, e porta il mio nome. Il nome che lei ha scelto per me.«Ma che ca...»Silenzio!Riesco a bloccarla a metà parola, prima che il suo turpiloquio insozzi le mie orecchie. È incredibile come pronunci tutte quelle invettive, mentre è concentrata a fare quello che fa sempre a quest’ora, china sul tavolo. Parolacce su parolacce, e intanto ordisce i suoi intrighi e le sue congetture, e contemporaneamente pensa a come diffondere le sue fantasie su di me e su tutti quelli che hanno la sfortuna di condividere il mio destino. Perché è così che fa sempre: costruisce, insinua, allude e inventa, e poi getta le sue elucubrazioni in pasto a chiunque abbia voglia di stare a sentire i suoi deliri.Ma stavolta no, stavolta è diverso. Non le permetterò di continuare a dettare legge nella mia vita.Deciditi a posarla, o sarà peggio per te. E non proferire parola.Sta ancora guardando l’oggetto. Dalle sue sopracciglia aggrottate capisco che si sta domandando se ha perso la ragione, oppure è ancora sana di mente. Che poi, dire che una persona come lei sia "sana di mente" potrebbe essere azzardato: a onor del vero ho dei grossi dubbi che la gente che passa il tempo a fare quello che fa lei lo sia sul serio. Tuttavia qualcosa succede: la mano molla finalmente la penna. Quella bellissima penna di metallo laccato di rosso. Quella che ha comprato online apposta per trascrivere i suoi dannatissimi appunti.Non ci posso credere: è successo davvero!La ragazza a cui sono stretto mi fa un cenno e sorride. Anche lei è una di quelli che, come me, sono finiti fra le trame della donna. Il suo fato dipende da quella mano e da quella penna, come il mio.Ora, però, qualcosa è successo: abbiamo l’occasione di cambiare il nostro destino. Ci si presenta la possibilità di convincere lei, la nostra autrice, che non è proprio il caso di farci baciare appena conosciuti. Nessuno di noi due ha voglia di cominciare una relazione così, su due piedi. Una relazione che entrambi immaginiamo che porterebbe a innumerevoli vicissitudini, perché la donna che ha appena cominciato a buttare giù la scaletta della nostra storia non è esattamente un’autrice di romanzi rosa. Fosse stato così, saremmo stati anche al gioco: alla fine io e questa splendida fanciulla di fronte a me ci saremmo ritrovati con due figli e un cane, in una villa indipendente col giardino e la piscina. Magari ricchi da fare schifo.In questo caso non avrei avuto nulla da obiettare.Ma siamo certi che la nostra autrice non scriverà nulla del genere. Conoscendola, ci farà incappare in incantesimi assurdi, in situazioni al limite della legalità o in scenari bellici. E non c’è neanche la garanzia che non ci si rimetta la pelle, da qui alla parola "fine".Nessuno di noi due vuole rischiare.Adesso strapperai il foglio, e saremo liberi. Ti dimenticherai di noi due per sempre.La scrittrice comprime le labbra in una smorfia pensierosa. Solleva il foglio su cui ha abbozzato le nostre vite, poi si stringe nelle spalle. «Mi sa che i tempi non sono maturi per questo romanzo.» Dice, aprendo il cassetto della scrivania e riponendo la nostra pagina. «Peccato. Sarebbe potuto essere il mio primo romanzo rosa. Ma credo che sia meglio accantonare fino a data da destinarsi: forse non sono pronta per scrivere una favola moderna, con i protagonisti ricchi, famosi e innamorati. Probabilmente non lo sarò mai.»Cosa? No! Aspetta! Asp...Ma è troppo tardi. Rinchiude il cassetto, e noi con esso. Siamo bloccati qui, nell’istante in cui ci saremmo baciati per la prima volta... e ora rimarremo così, congelati in quell’attimo per chissà quanto.Per mesi, forse. O per anni. O per sempre.La mia compagna di sventura mi guarda a occhi spalancati.Sei un cogl... comincia.


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