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Deliri letterari e altre amenità

20/10/2018, 17:47

esordienti italiani



Quattro-chiacchiere-(anzi:-cinque!)-con...-Simone-Chialchia


 "James Biancospino e le sette pietre magiche" è un romanzo fantasy firmato dal giovane Simone Chialchia ed edito da Aporema Edizioni.



"James Biancospino e le sette pietre magiche" è un romanzo fantasy firmato dal giovane Simone Chialchia ed edito da Aporema Edizioni. Un’avventura originale, che tiene insieme racconto esistenziale, fine ricostruzione storica e dinamiche classiche del fantasy (magia, battaglie, eroismo), senza sottostare alle solite scelte tematiche e riproporre gli stessi personaggi inflazionati che caratterizzano buona parte di questo genere.
Oggi, per la rubrica "Salotto Letterario" abbiamo con noi l’autore.
 
Domanda essenziale ma d’obbligo: perché scrivere?
Me lo sono chiesto mille volte anch’io prima di cimentarmi in questa nuova sfida. Alla fine, credo che il mio perché riguardi la curiosità. Mi sono messo alla prova, intraprendendo sentieri inesplorati per conoscere un po’ meglio me stesso e capire fin dove potevo arrivare. Mi piace sperimentare, imparare, osservare e metabolizzare concetti nuovi. Scrivere mi aiuta a riflettere, stimola la mia empatia e mi permette di dar voce a sentimenti ed emozioni che solitamente tendo a ignorare. Ho scritto un romanzo fantasy, che da un lato mi ha permesso di estraniarmi dal mondo reale e di lasciare fuori tutte le preoccupazioni e i casini che mi circondano, e dall’altro mi ha messo di fronte a inquietudini e paradossi di natura viscerale. È anche un modo per ricaricare le batterie e affrontare al meglio le avversità della vita quotidiana. Si dice spesso che scrivere renda liberi e dia forza; sembra un po’ retorico, ma è proprio così. Per quanto mi riguarda, entra in gioco anche il discorso dell’autorealizzazione, ma questa è un’altra storia...

Come costruisci la trama delle tue storie? Hai un metodo in particolare o ti lasci "trasportare" dagli eventi?
Non sono una persona meticolosa ma mi preoccupo dei risultati, e questo non solo per quanto riguarda la scrittura. Dunque, anche quando lo sforzo narrativo nasce da uno stimolo estemporaneo, a un certo punto intervengono sempre la progettazione e il lavoro artigianale. Di solito, prima scarabocchio qualche idea a matita sul quaderno, giusto per capire come partire e dove voler arrivare. Nel mezzo ci sta il caos più totale. In linea di massima, quando inizio a scrivere, lo scheletro della narrazione è già ben consolidato nella mia testa, ma succede spesso che l’ispirazione del momento mi porti da tutt’altra parte. Ed è bello confrontarsi con deviazioni non pianificate. Questo mi permette di spaziare in diverse tematiche e arricchire, così, anche il messaggio che voglio trasmettere attraverso le storie che racconto.

C’è un aneddoto in particolare legato al tuo libro che vorresti raccontarci?
L’aneddoto riguarda come tutto è nato. Un pomeriggio di dicembre, mentre passeggiavo col mio cane lungo le sponde del fiume Natisone, ho raccolto una pietra per lanciargliela. In quel momento mi si è accesa una lampadina; un’idea ha cominciato a prendere forma sempre con più insistenza fino a che non mi sono deciso a metterla nero su bianco. Era diventata quasi un’ossessione. È nato così James Biancospino e le sette pietre magiche. In pratica, mi sono lasciato trasportare da una suggestione improvvisa, cercando di difendere e poi di raccontare tutto il mistero che quel gesto apparentemente insignificante aveva saputo suggerirmi. Non so dove mi porterà, questo tipo di approccio. Ma per il momento devo dire che il confronto con le sensazioni pure mi sta facendo maturare un sacco. Certe volte la realtà ordinaria rivela in un attimo solo tutto il suo mistero e la sua incredibile bellezza. Succede la stessa cosa nel romanzo che ho scritto: un particolare accessorio sconvolge la vita di James...

Che tipo di autore vorresti diventare "da grande"? Non vale rispondere "ricco sfondato"...
A causa dei ritmi della quotidianità e delle dinamiche attuali ho smesso di pensare tanto in là. Sono costretto a vivere alla giornata. È lo spirito del nostro tempo: la precarietà, con la tirannia del presente, dei risultati concreti e immediati. Lo dico con molta scioltezza: non voglio diventare nessuno in particolare. Sono felice così. Se il successo dovesse mai a bussare alla mia porta, di certo andrei ad aprirgli. Quantomeno per educazione! Sì, gli aprirei, anche se questa ipotesi un po’ mi spaventa. Ho tanti sogni legati al destino di questo libro, ma non ci rimarrò male se non dovessero mai realizzarsi. Mi piacerebbe potermi confrontare con una fanbase. Mi piacerebbe discutere sui temi del libro e conoscere da vicino le opinioni dei lettori.

Le tue letture: quali sono gli autori che apprezzi di più? C’è un libro speciale che ci consiglieresti?
Leggo poco fantasy, soprattutto per non essere influenzato dallo stile altrui e non lasciarmi avvilire o esaltare dal confronto. Voglio creare qualcosa di originale e unico per cui, quando scrivo (come in questo momento), cerco di isolarmi quanto più possibile da altre fonti di ispirazione. In generale ammiro la Rowling sia per lo stile che per la sua storia personale. Adoro il Tolkien de Lo Hobbit, testo che ha avuto ruolo fondamentale nel mio percorso. Fuori dal contesto fantasy, sono affezionato alla prosa e ai versi di Pasolini. E sono anche un avido lettore di Camilleri.

Grazie per lo spazio che ci hai concesso. Ti va di lasciare un saluto personale ai lettori?
Grazie a voi per questa opportunità! Grazie anche a tutti quelli che si sono fermati a leggere questo blog. Spero di aver trasmesso il mio pensiero ed essere riuscito quantomeno ad incuriosirvi. Vi lascio con una massima che mi ripeto ogni giorno: "Se pensi di potercela fare, allora provaci! Trova la forza e credi in te stesso. Non fermarti, mai!"


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