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Deliri letterari e altre amenità

Il blogsalotto di Annalisa Rizzi

08/10/2017, 17:03

racconto autoconclusivo, esordienti italiani, horror



Recensione:-"Un-passo-oltre",-di-Olga-Gnecchi-e-Gianluca-Ingaramo


 Un racconto particolare, quello scritto da Gianluca Ingaramo e Olga Gnecchi. Particolare, perché rientra fra quei pochissimi libri che una volta cominciati non sono più riuscita a mettere da parte.



Antonio è legato alla moglie da un sentimento indissolubile. Loretta adesso è molto cambiata ma, riprendendone le parole, "l’amore è doloroso: ti abbatte, ti fa strisciare, ma è in questo modo che fa girare il mondo e rimette a posto ogni cosa". Per difenderlo è disposto a tutto.
Un racconto particolare, quello scritto da Gianluca Ingaramo e Olga Gnecchi. Particolare, perché rientra fra quei pochissimi libri che una volta cominciati non sono più riuscita a mettere da parte.
Lo avevo aperto per curiosità giusto per saggiarne le prime frasi, pensando di chiuderlo subito dopo e riprenderlo in un secondo momento, ma non c’è stato verso: sono stata catturata istantaneamente da una prosa morbida e avvolgente, che altro non è che il risultato della fusione di due penne eccezionali.
La storia di Antonio e Loretta si srotola come in una bobina cinematografica, sorprendendo il lettore pagina dopo pagina. All’interno del racconto, già dalle prime battute, viene citato uno dei romanzi più belli di Matheson, ma devo dire che se anche questo scrittore non fosse stato volutamente nominato all’interno della storia, avrei pensato a lui comunque: le atmosfere, i pensieri del protagonista e il suo struggimento me lo hanno riportato alla mente, e non solo per quanto riguarda "Aldilà dei sogni". Chi conosce l’opera di quest’autore non potrebbe fare a meno di ripensare anche ad altri suoi capolavori.
"Un passo oltre" si rivela un racconto in cui immergersi d’un fiato, estremamente intenso nella sua brevità, in quanto ricco di colpi di scena sorprendenti e destabilizzanti. Viene presentato come un racconto horror, ma è molto di più di questo: è la disamina della condizione umana, messa a confronto con il sentimento più potente e spaventoso di tutti: l’amore.
Scritto benissimo e in maniera fluida, non si tratta di un semplice racconto. È un’esperienza in cui lanciarsi a capofitto senza aver paura di perdersi. Tutt’altro: perdersi fa queste righe è un piacere.


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